Continua a leggere...
Continua a leggere...

Meritata vacanza!

Questo blog va in vacanza ,ma non a Bora Bora...magari!!!!!
Un saluto a tutti i lettori, vecchi e nuovi e buone vacanze! Anche a chi resta in città!
Saro' di ritorno il 24 Agosto con sempre nuovi ed aggiornatissimi post.Ciao! a presto!!! Continua a leggere...

Scontro Bertolaso-Sindaci dell'Aquilano:i fondi non sono sufficienti


GUIDO BERTOLASO ATTACCA I SINDACI:

«La Protezione Civile ha emanato nei tempi stabiliti le ordinanze per il terremoto dell’Aquila: tocca però ad altri applicarle e ciò non sta avvenendo».Lo ha detto il capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso, a margine dell’inaugurazione di un tratto di strada per la funivia del Gran Sasso.«La priorità - ha sottolineato Bertolaso - è dare seguito a tutte le ordinanze, già firmate dal presidente del Consiglio, che consentono ai cittadini della zona di ripristinare i danni, ricostruire le case crollate e ricominciare le attività industriali». Si tratta, ha aggiunto, «di ordinanze che hanno ormai un mese e mezzo di vita e non si capisce perchè non vengano applicate».«C’era stato chiesto - ha ricordato il capo della Protezione Civile - di eliminare la burocrazia e lo abbiamo fatto. Abbiamo dato ad ogni singolo proprietario il compito di chiamarsi un’impresa e farsi fare i lavori, saltando i vincoli amministrativi. Ma le cose procedono a rilento e questo lascia perplessi».«Noi - ha proseguito - stiamo rispettando i tempi previsti: avevamo detto che a fine settembre avremmo cominciato a togliere le persone dalle tendopoli e lo stiamo facendo. Finiremo entro la fine di dicembre».Una delle ordinanze, ha riferito Bertolaso, «prevede che se il sindaco entro 30 giorni non dà al proprietario della casa danneggiata l’autorizzazione per fare i lavori, il proprietario può farli da solo, dopodichè la fattura va presentata al sindaco che paga le imprese. Noi abbiamo dato i soldi ai sindaci, ma mi risulta che finora siano state presentate solo 2-300 domande da parte di proprietari di case danneggiate o distrutte. Mi sembra strano, sono pochissime. Dovremmo invece - ha sottolineato - sfruttare il bel tempo dell’estate per fare i lavori in modo da poter ricominciare a settembre la vita normale»




IL SINDACO DELL'AQUILA AL CONTRATTACCO:
Il sindaco Massimo Cialente, da parte sua, non ci sta a finire sul banco degli imputati e batte cassa. «Al Comune dell’Aquila», spiega il primo cittadino, «sono arrivati 20 milioni di euro, per far fronte alle domande di intervento delle case classificate A, B e C. Per le sole A, secondo le nostre stime ne servono 120. Quanto alle domande dei proprietari di case, ha ragione Bertolaso. Quelle domande pervenute sono decisamente pochissime. Anch’io e la mia struttura siamo preoccupati e lo abbiamo più volte segnalato. Ma ci sono spiegazioni che non tirano in ballo la responsabilità del Comune»
«Ora chiamo Napolitano. Voglio annunciargli che le fasce gliele ridiamo tutti. Io gli darò la più bella. Lui ce le conserverà». Parla Cialente. Aspettando il maxi-emendamento del governo sulle tasse, i sindaci scaldano i muscoli. All’invito rispondono una trentina sui 57 Comuni del cratere ma pare che siano tutti d’accordo, alla fine, sul gesto simbolico per chiedere la proroga dei pagamenti.
I sindaci, chi più chi meno, sono tutti arrabbiati. Da Rocca di Mezzo a Campotosto, da San Pio delle Camere a Lucoli. Tasse, centri storici da ricostruire, assegnazione dei contributi, economia che langue. Nella sala dell’associazione costruttori si tenta di mettere insieme amministratori di destra e di sinistra alle prese con gli stessi problemi.
Il primo tra tutti: riprendere a pagare le tasse da gennaio 2010 «come se niente fosse successo», tuona Cialente che qui sembra il più arrabbiato di tutti. C’è grande attesa per il maxi-emendamento del governo sul testo del decreto anti-crisi per cui verrà posta la questione di fiducia. Potrebbe trattarsi, dicono i sindaci a microfoni spenti, di un contentino. O di un rinvio alla famosa annunciata ordinanza «natalizia» di Berlusconi, su cui si spende ormai da giorni il presidente della Regione Gianni Chiodi, oppure di una differenziazione tra chi ha perso il lavoro e non produce più reddito e chi no, tra autonomi e salariati. Intanto, maxi-emendamento o no, i sindaci vogliono fare un gesto ufficiale.
L'appuntamento al Quirinale lo prende Cialente che prima, però, vedrà Bertolaso per chiedergli di riscrivere l’ordinanza sulle case E («inutile e da modificare») e di pubblicare, al più presto possibile, «le linee guida per la ricostruzione». «Ad esempio», chiede Cialente, «le caldaie le ripaghiamo o no? E chi ci dice come bisogna rifare gli impianti? Senza linee guida come faccio, io, a evadere 400 domande al giorno? Ci sono i 10mila delle case A che non rientrano perché hanno paura. Stanno tutti fuori dagli alberghi, ma in tenda oppure in affitto a spese proprie. Poi nessuno conta i problemi della mancanza di gas o di acqua contaminata nei rubinetti: tutti ostacoli a rientrare in casa. Per questo ci servono le direttive. Chiamiamo quelli di Umbria e Marche e facciamoci dire cos’ha funzionato da loro e cosa no. E prendiamo il meglio. Chiedo troppo?. Eppoi, stiamo attenti, perché adesso gli aquilani sono un po’ tutti come anestetizzati ma a settembre si sveglieranno e si renderanno conto che qui non è ripartito niente. Anzi. Allora, noi siamo stati buoni perché abbiamo salvato il G8 aderendo all’appello di Napolitano. Ci pensate, voi, a un Obama fermato dai miei vigili urbani? Non è successo niente e il merito è nostro che conosciamo la nostra gente. Ma adesso devono starci a sentire sennò qua tra un mesetto scoppia tutto!! Continua a leggere...

Obama:ecco le foto sui ghiacciai censurate da Bush



NEW YORK
- Le foto c'erano, chiare e dettagliate. "Un metro ogni pixel", gongola Thorsten Markus, il ricercatore tedesco volato da Brema alla Nasa per combattere la battaglia dell'ambiente: "Una risoluzione così non s'era mai vista, trenta volte superiore a quelle che avevamo a disposizione: qui si vede tutto". Cioè non si vede più nulla, perché il ghiaccio di Barrow, Alaska, non c'è più, sparito, inghiottito da quel mare Artico che è sempre meno Glaciale per il surriscaldamento. Sì, le foto c'erano: mille immagini scattate dal supersatellite intorno a sei siti a rischio sull'Oceano. Peccato che quegli scatti praticamente storici, prova visibile del global warming, fossero stati nascosti, proibiti, censurati: proprio da quel George Bush che già aveva classificato come segretissimi altri studi sull'effetto serra, compreso quello firmato, anno 2004, dal suo stesso Pentagono.

Prendete Barrow: è il villaggio più a nord del mondo, nell'Alaska fino all'altro ieri governata da Sarah Palin, con un occhio più alle trivelle petrolifere che ai ghiacci. Quattromila anime affacciate sul nulla eterno, una stazione del servizio meteorologico nazionale che si arrampicò già alla fine dell'Ottocento, e soprattutto la base del Noaa, il National Oceanic and Atmosphere Administration. Ecco, adesso nelle foto desecretate il disastro si vede a occhio nudo: questo, luglio 2006, è l'Oceano davanti a Barrow come è apparso da che mondo e mondo, con la linea dei ghiacci all'orizzonte, e questa è la stessa foto scattata nel luglio 2007, nulla di nulla: la striscia bianca non c'è più.

Le foto, straordinarie davvero, sono state fatte spuntare dal cassetto da un'agenzia governativa, l'Osservatorio geologico degli Stati Uniti, a poche ore dall'allarme lanciato sul clima dall'Accademia nazionale delle scienze, in una mossa che si presume concordata con lo staff dell'amministrazione Obama. L'ambiente è uno dei punti forti del programma di Barack, che appena un mese fa ha sbandierato come una grande vittoria l'approvazione alla Camera del pacchetto clima, malgrado le critiche dei verdi più radical delusi dal Cap and Trade, il meccanismo di compravendita dei "diritti" (ovviamente costosi) di inquinamento. Ora per il piano si prevede però una dura battaglia al Senato, dove già il presidente ha il suo bel da fare con la riforma sanitaria.

Ma le foto nascoste e riapparse aprono anche un altro fronte di lotta: quello per la sopravvivenza della ricerca scientifica. Dice Jane Lubchenco del Noaa: "Immagini come queste ormai sono la prova che cerchiamo, ma la flotta dei satelliti spia non è stata rimpiazzata e ora rischiamo il collasso. Lottiamo in un campo di battaglia in cui l'America si presenta cieca". In febbraio, scrive Suzanne Goldeberg, esperta di ambiente dell'inglese Guardian, un satellite della Nasa che trasportava strumenti per produrre la prima mappa dell'emissione di carbone intorno alla Terra è caduto nell'Antartico appena tre minuti dal decollo.

Non è un segnale incoraggiante. Ora nel piano di Obama ci sono 170 milioni per recuperare il gap. Per l'istituto di ricerca che lotta nei posti più impervi, come sulla trincea del nulla di Barrow, ne servono altri 390. Bush e Cheney facevano presto a risolvere il problema: bastava nasconderlo nel cassetto. Ma oggi il clima è cambiato, anche alla Casa Bianca. Peccato che insieme ai ghiacci siano spariti anche i fondi. Continua a leggere...

Sacconi e moglie: oh che bel conflitto!


«Caro Berlusconi, chiedi cosa fa la moglie di Sacconi»; era il titolo di editoriale uscito il 30 gennaio scorso. Il giornalista faceva notare al premier un enorme conflitto di interessi presente nel suo attuale esecutivo: «Si dà infatti il caso che Sacconi sia coniugato con una donna talmente in gamba (Enrica Giorgetti n.d.r.) da essere stata assunta alla direzione generale di Farmindustria. Anche chi non ha dimestichezza con certi affari comprende che siamo di fronte a un gigantesco conflitto di interessi; il responsabile del dicastero (sia pure tramite il sottosegretario Fazio) controlla la Salute pubblica, e sua moglie è al vertice non di un’azienda di elettrodomestici ma bensì di un colosso farmaceutico che, come dice la parola stessa, si occupa di farmaci».

Si potrebbe pensare alla solita stampa “di sinistra” o comunque schierata, che tenta di far emergere uno dei tanti problemi dell’attuale governo, ma purtroppo in questo caso non è cosi. L’editoriale uscì sul quotidinoLibero“, scritto del suo direttore , Vittorio Feltri. Il giornalista, sicuramente una delle penne meno “bolsceviche” della stampa nostrana, sembrò prevedere quello che sarebbe successo pochi mesi dopo. Infatti, il 22 luglio scorso il Ministro Sacconi ha annunciato un piano di vaccinazioni gratuite in merito alla probabile diffusione del virus dell’ A/H1N1 (conosciuto erroneamente come influenza suina) anche nel nostro paese:

«Si sta considerando di vaccinare contro la nuova influenza anche la fascia di popolazione pari a 15,4 milioni di soggetti tra i 2 e i 27 anni, da gennaio 2010. Un ciclo vaccinale è costituito da due dosi di vaccino e, pertanto, verranno acquisite 48 mln di dosi di vaccino pandemico».

L’acquisto di 48 milioni di vaccini sarà una spesa non indifferente per le già malandate casse dello stato e addirittura probabilmente inutile, come ci spiega il farmacologo Silvio Garattini:

«Se il virus A/H1N1 della nuova influenza non muterà, acquisendo dunque una maggiore virulenza rispetto allo stato attuale, la vaccinazione di massa annunciata dal governo italiano e da quelli di molti altri paesi non è necessaria».

Garattini vede con perplessità questa “corsa al vaccino” e senza mezze parole spiega che «c’é, certamente, una grande pressione da parte delle industrie, che da tale corsa trarranno molte risorse economiche». Il direttore dell’Istituto di ricerche farmacologiche “Mario Negri” di Milano invita anche a riportare l’attenzione sulle altre tragedie sanitarie in atto come l’Aids e la malaria, ultimamente sovrastate mediaticamente dalla A/H1N1.

Il farmacologo continua spiegando che questo virus ha una virulenza mite e che il pericolo é per quelle persone che vengono dalle zone colpite. Aggiunge in oltre che i farmaci antivirali utilizzabili avrebbero un basso impatto sul totale decorre della malattia, creando invece il problema degli effetti collaterali dati dal farmaco, al punto di definire la sua assunzine «non un grande affare». Se il piano di vaccinazione invece verrà predisposto, come annunciato , potrebbe diventare realmente un grande affare, ma sicuramente non così reale per cittadini quanto per la moglie di Sacconi.

Continua a leggere...

Tuvalu : prima nazione "Petrolio indipendente"


Tuvalu è una piccola nazione formata da una serie di isolotti nell’Oceano Pacifico, immersa nel verde e (relativamente) incontaminata dall’uomo.

Venuta alla ribalta delle attenzioni dei media qualche anno fa, quando citò in tribunale l’allora presidente americano Bush e la sua amministrazione, responsabili del sollevamento del livello dei mari e della probabile distruzione dell’isola, da allora Tuvalu è un modello di sviluppo ecosostenibile.

Essendo le sue isole a meno di un metro sopra il livello del mare, anche un minimo sollevamento delle acque dell’oceano avrebbe sommerso l’intera nazione e la sua capacità di sopravvivere con la semplice agricoltura locale.

Già da anni sono pronti i piani di evacuazione che, in caso di emergenza, porteranno tutti gli abitanti delle isole nella vicina Nuova Zelanda, ma fino ad allora Tuvalu vuole essere un esempio per il mondo.

Infatti sotto la guida del governo giapponese e dell’associazione non governativa E8, la piccola nazione si è mossa per installare un potente impianto fotovoltaico che darà energia a tutta la nazione entro il 2020.

I dodicimila abitanti di Tuvalu stanno per ricevere i primi 40 kW con l’installazione del primo impianto previsto dal progetto.

Tuvalu sarà la prima nazione al mondo ad essere coperta al 100% dall’energia solare e con un costo di soli 20 milioni di dollari. Un esempio per il mondo industrializzato della grandissima volontà di rispetto dell’ambiente che anima questi luoghi che raggiungeranno presto la totale autosufficienza energetica da fonti rinnovabili.

Continua a leggere...