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Questo blog va in vacanza ,ma non a Bora Bora...magari!!!!!
«La Protezione Civile ha emanato nei tempi stabiliti le ordinanze per il terremoto dell’Aquila: tocca però ad altri applicarle e ciò non sta avvenendo».Lo ha detto il capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso, a margine dell’inaugurazione di un tratto di strada per la funivia del Gran Sasso.«La priorità - ha sottolineato Bertolaso - è dare seguito a tutte le ordinanze, già firmate dal presidente del Consiglio, che consentono ai cittadini della zona di ripristinare i danni, ricostruire le case crollate e ricominciare le attività industriali». Si tratta, ha aggiunto, «di ordinanze che hanno ormai un mese e mezzo di vita e non si capisce perchè non vengano applicate».«C’era stato chiesto - ha ricordato il capo della Protezione Civile - di eliminare la burocrazia e lo abbiamo fatto. Abbiamo dato ad ogni singolo proprietario il compito di chiamarsi un’impresa e farsi fare i lavori, saltando i vincoli amministrativi. Ma le cose procedono a rilento e questo lascia perplessi».«Noi - ha proseguito - stiamo rispettando i tempi previsti: avevamo detto che a fine settembre avremmo cominciato a togliere le persone dalle tendopoli e lo stiamo facendo. Finiremo entro la fine di dicembre».Una delle ordinanze, ha riferito Bertolaso, «prevede che se il sindaco entro 30 giorni non dà al proprietario della casa danneggiata l’autorizzazione per fare i lavori, il proprietario può farli da solo, dopodichè la fattura va presentata al sindaco che paga le imprese. Noi abbiamo dato i soldi ai sindaci, ma mi risulta che finora siano state presentate solo 2-300 domande da parte di proprietari di case danneggiate o distrutte. Mi sembra strano, sono pochissime. Dovremmo invece - ha sottolineato - sfruttare il bel tempo dell’estate per fare i lavori in modo da poter ricominciare a settembre la vita normale»

i della mancanza di gas o di acqua contaminata nei rubinetti: tutti ostacoli a rientrare in casa. Per questo ci servono le direttive. Chiamiamo quelli di Umbria e Marche e facciamoci dire cos’ha funzionato da loro e cosa no. E prendiamo il meglio. Chiedo troppo?. Eppoi, stiamo attenti, perché adesso gli aquilani sono un po’ tutti come anestetizzati ma a settembre si sveglieranno e si renderanno conto che qui non è ripartito niente. Anzi. Allora, noi siamo stati buoni perché abbiamo salvato il G8 aderendo all’appello di Napolitano. Ci pensate, voi, a un Obama fermato dai miei vigili urbani? Non è successo niente e il merito è nostro che conosciamo la nostra gente. Ma adesso devono starci a sentire sennò qua tra un mesetto scoppia tutto!!
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Si potrebbe pensare alla solita stampa “di sinistra” o comunque schierata, che tenta di far emergere uno dei tanti problemi dell’attuale governo, ma purtroppo in questo caso non è cosi. L’editoriale uscì sul quotidino “Libero“, scritto del suo direttore , Vittorio Feltri. Il giornalista, sicuramente una delle penne meno “bolsceviche” della stampa nostrana, sembrò prevedere quello che sarebbe successo pochi mesi dopo. Infatti, il 22 luglio scorso il Ministro Sacconi ha annunciato un piano di vaccinazioni gratuite in merito alla probabile diffusione del virus dell’ A/H1N1 (conosciuto erroneamente come influenza suina) anche nel nostro paese:
«Si sta considerando di vaccinare contro la nuova influenza anche la fascia di popolazione pari a 15,4 milioni di soggetti tra i 2 e i 27 anni, da gennaio 2010. Un ciclo vaccinale è costituito da due dosi di vaccino e, pertanto, verranno acquisite 48 mln di dosi di vaccino pandemico».
L’acquisto di 48 milioni di vaccini sarà una spesa non indifferente per le già malandate casse dello stato e addirittura probabilmente inutile, come ci spiega il farmacologo Silvio Garattini:
«Se il virus A/H1N1 della nuova influenza non muterà, acquisendo
dunque una maggiore virulenza rispetto allo stato attuale, la vaccinazione di massa annunciata dal governo italiano e da quelli di molti altri paesi non è necessaria».
Garattini vede con perplessità questa “corsa al vaccino” e senza mezze parole spiega che «c’é, certamente, una grande pressione da parte delle industrie, che da tale corsa trarranno molte risorse economiche». Il direttore dell’Istituto di ricerche farmacologiche “Mario Negri” di Milano invita anche a riportare l’attenzione sulle altre tragedie sanitarie in atto come l’Aids e la malaria, ultimamente sovrastate mediaticamente dalla A/H1N1.
Il farmacologo continua spiegando che questo virus ha una virulenza mite e che il pericolo é per quelle persone che vengono dalle zone colpite. Aggiunge in oltre che i farmaci antivirali utilizzabili avrebbero un basso impatto sul totale decorre della malattia, creando invece il problema degli effetti collaterali dati dal farmaco, al punto di definire la sua assunzine «non un grande affare». Se il piano di vaccinazione invece verrà predisposto, come annunciato , potrebbe diventare realmente un grande affare, ma sicuramente non così reale per cittadini quanto per la moglie di Sacconi.
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Tuvalu è una piccola nazione formata da una serie di isolotti nell’Oceano Pacifico, immersa nel verde e (relativamente) incontaminata dall’uomo.
Venuta alla ribalta delle attenzioni dei media qualche anno fa, quando citò in tribunale l’allora presidente americano Bush e la sua amministrazione, responsabili del sollevamento del livello dei mari e della probabile distruzione dell’isola, da allora Tuvalu è un modello di sviluppo ecosostenibile.
Essendo le sue isole a meno di un metro sopra il livello del mare, anche un minimo sollevamento delle acque dell’oceano avrebbe sommerso l’intera nazione e la sua capacità di sopravvivere con la semplice agricoltura locale.
Già da anni sono pronti i piani di evacuazione che, in caso di emergenza, porteranno tutti gli abitanti delle isole nella vicina Nuova Zelanda, ma fino ad allora Tuvalu vuole essere un esempio per il mondo.
Infatti sotto la guida del governo giapponese e dell’associazione non governativa E8, la piccola nazione si è mossa per installare un potente impianto fotovoltaico che darà energia a tutta la nazione entro il 2020.
I dodicimila abitanti di Tuvalu stanno per ricevere i primi 40 kW con l’installazione del primo impianto previsto dal progetto.
Tuvalu sarà la prima nazione al mondo ad essere coperta al 100% dall’energia solare e con un costo di soli 20 milioni di dollari. Un esempio per il mondo industrializzato della grandissima volontà di rispetto dell’ambiente che anima questi luoghi che raggiungeranno presto la totale autosufficienza energetica da fonti rinnovabili.
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